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Patrocinio a spese dello Stato: guida al gratuito patrocinio (requisiti, reddito e domanda)

Il patrocinio a spese dello Stato (spesso chiamato gratuito patrocinio) consente, a chi ha determinati requisiti di reddito, di essere assistito da un avvocato senza anticipare i costi della difesa. Non è un automatismo: richiede una domanda correttamente compilata, la verifica della soglia reddituale e, nei giudizi civili, che la pretesa non risulti manifestamente infondata.

Vuoi capire rapidamente se rientri nei requisiti e quali documenti servono per depositare la domanda? Puoi contattare lo Studio via WhatsApp e inviare la documentazione essenziale per una verifica preliminare.

Documenti utili: documento d’identità; codice fiscale; ultima dichiarazione dei redditi (o CU) e/o ISEE; eventuali atti del procedimento.


Che cos’è il patrocinio a spese dello Stato e quando si applica

Il gratuito patrocinio tutela il diritto di difesa. In caso di ammissione, i compensi del difensore vengono liquidati secondo le regole del Testo unico sulle spese di giustizia. Il beneficio può applicarsi al processo penale e anche al processo civile, amministrativo, contabile, tributario e agli affari di volontaria giurisdizione, nei limiti e con le condizioni previste dalla legge.


Requisiti di reddito e come si calcola

Il requisito principale è il reddito imponibile ai fini IRPEF risultante dall’ultima dichiarazione. La soglia viene aggiornata periodicamente con decreto ministeriale.

Soglia di reddito aggiornata

Il limite per l’ammissione è pari a € 13.659,64 (valore aggiornato con decreto ministeriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel 2025).

Reddito familiare e regola della convivenza

Di regola si considera il reddito complessivo del nucleo familiare convivente. In alcune situazioni particolari (ad esempio in presenza di conflitto di interessi tra conviventi), il calcolo può seguire criteri diversi: è un profilo da valutare sul caso concreto.

Aumento della soglia nel processo penale

Nel solo ambito penale il limite di reddito è elevato di € 1.032,91 per ogni familiare convivente. È un punto spesso decisivo e conviene verificarlo prima di rinunciare alla domanda.

Nota pratica: la soglia è soggetta ad aggiornamenti periodici: è sempre opportuno verificare l’importo vigente al momento del deposito dell’istanza.


Chi può chiedere il gratuito patrocinio

Possono presentare domanda, se in possesso dei requisiti, i cittadini italiani e anche gli stranieri regolarmente soggiornanti, oltre agli apolidi. Possono accedere anche enti o associazioni senza scopo di lucro che non svolgano attività economica, con le condizioni previste dalla normativa.


Quando la domanda può essere respinta o il beneficio revocato

La domanda può essere dichiarata inammissibile se manca un requisito formale essenziale o se i dati reddituali non sono indicati in modo corretto. Nei giudizi civili e affini, l’ammissione richiede anche che le ragioni fatte valere non risultino manifestamente infondate.

Il beneficio può essere revocato se emerge il superamento della soglia di reddito, se vengono rese dichiarazioni non veritiere o se cambiano le condizioni che avevano giustificato l’ammissione.

Hai già avuto un rigetto o temi che la domanda sia incompleta? Prima di depositare (o ripresentare) l’istanza conviene verificare i punti critici: ufficio competente, reddito, documenti e coerenza dei dati.


Come si presenta la domanda, dove depositarla e cosa allegare

Nei giudizi civili, amministrativi e tributari

La domanda si presenta presso la segreteria del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati competente in base al luogo in cui ha sede il giudice davanti al quale pende il processo, oppure il giudice che sarebbe competente se la causa deve ancora iniziare.

Nel processo penale

Nel penale l’istanza va presentata alla cancelleria del giudice davanti a cui pende il processo, con regole operative che variano in base alla fase (indagini preliminari, dibattimento, impugnazioni).

Cosa deve contenere l’istanza

La domanda deve essere completa e coerente. In particolare, deve indicare i dati anagrafici e fiscali, il procedimento a cui si riferisce (se già pendente), l’attestazione del reddito e deve essere sottoscritta secondo le forme richieste.

Documenti utili

  • Documento di identità e codice fiscale.
  • Ultima dichiarazione dei redditi (o CU) e autocertificazione richiesta; ISEE se disponibile.
  • Dati del procedimento, se già avviato, o elementi essenziali della controversia se la causa deve iniziare.
  • Documentazione a supporto (atti, comunicazioni, contratti, provvedimenti), quando utile a dimostrare la fondatezza della pretesa o la posizione difensiva.

Un deposito incompleto è uno degli errori più frequenti e può comportare ritardi o rigetti evitabili.


Tempi di risposta e cosa succede dopo l’ammissione

Dopo il deposito, l’istanza viene valutata dall’ufficio competente. In caso di accoglimento, è possibile nominare un difensore scelto tra gli iscritti negli elenchi per il patrocinio a spese dello Stato.

Tutti gli avvocati dello Studio Legale Carinci sono abilitati al patrocinio a spese dello Stato, quindi l’assistenza può essere gestita direttamente, senza passaggi ulteriori legati alla scelta di un legale non iscritto.


Cosa copre il gratuito patrocinio e cosa va chiarito prima di iniziare

Il beneficio riguarda i compensi del difensore e le spese di giustizia secondo le regole applicabili al procedimento. Non significa, però, che ogni possibile esborso sia automaticamente escluso: alcune voci o conseguenze processuali vanno valutate caso per caso. È un punto che conviene chiarire prima di iniziare una causa.


Domande frequenti

Si può chiedere il gratuito patrocinio anche per separazione e divorzio?

Sì, può riguardare anche procedimenti di famiglia, se ricorrono i requisiti economici e le condizioni previste.

Vale anche per il processo tributario?

Sì, il patrocinio a spese dello Stato può operare anche nel contenzioso tributario, nel rispetto dei requisiti e delle regole procedurali.

Se convivo con un familiare devo sommare i redditi?

In linea generale sì, ma esistono eccezioni in ipotesi particolari (ad esempio conflitti di interessi) che vanno valutate con attenzione.

Se la domanda viene respinta posso fare qualcosa?

Dipende dal motivo del rigetto e dal procedimento. In molti casi sono previste forme di riesame o riproposizione, ma è essenziale correggere l’errore che ha determinato l’esito negativo.


Quando conviene farsi assistere prima di depositare

Il gratuito patrocinio non è solo una soglia di reddito: spesso il punto critico è la qualità dell’istanza, la corretta individuazione dell’ufficio competente e la tenuta della domanda in caso di controlli. Anche una sola incongruenza può rallentare l’ammissione, proprio quando la rapidità è essenziale.

Se vuoi un inquadramento preliminare (requisiti, ufficio competente, documenti), puoi contattare lo Studio. Se ricorrono le condizioni, lo Studio può anche assumere la difesa con patrocinio a spese dello Stato.